Casa Cinema – Il campione

«Tu non è che non capisci le cose, è che non ti hanno capito. Cioè tu evidentemente hai una modalità diversa di apprendimento, visiva. Cioè, ero io che sbagliavo metodo, allora cosa ho pensato? Schemi.
Poi, figurati, quando si sono resi conto che eri un fenomeno a calcio non sarà fregato niente a nessuno di farti studiare. Secondo me sei anche un pizzico dislessico»
«Che vor dì?»
«No, niente, non è rilevante»

Sapete perché si usa l’espressione “avere una vita piatta”?
E poi: che caratteristiche deve avere una vita per essere, appunto, piatta?

Credo che ognuno potrebbe dare una propria risposta a questa domanda in base alle priorità, ai valori, alle aspettative che ci contraddistinguono. Per me, una vita può definirsi piatta se manca di affetti sinceri, desideri e aspirazioni personali, conoscenza di sé intesa anche come capacità di introspezione. Ognuno di voi avrà certamente un’opinione differente.

Ma perché usiamo proprio questo termine, piatta, riferito alla vita?
Il verbo correlato ci viene in aiuto: quando svolgiamo l’azione di appiattire qualcosa, cioè di rendere piatto, abbassiamo il livello, l’altezza di questa cosa stessa. Appiattire un impasto, una lattina, un piumone da riporre nell’armadio per occupare meno spazio possibile. Non solo, quando appiattiamo qualcosa spesso agiamo anche sulla sua superficie, livellandola, rendendola liscia e senza sporgenze.
Ecco qui, dunque: vita piatta perché di basso livello e senza rilievi.

Questo è il presupposto per parlare del film di ieri sera e dei suoi due protagonisti.

Christian Ferro: calciatore di successo, 3 milioni l’anno, una villa con piscina, macchine sportive, amici, fidanzata, fan adoranti ovunque vada.
Valerio Fioretti: professore, disinnamorato del suo lavoro e con il quale non guadagna molto, una casa modesta, un’auto vecchissima, un matrimonio finito, una ferita profonda.

Nonostante le differenze sostanziali tra i due, entrambi vivono una vita piatta.
Una lo è in maniera conclamata, l’altra è solo nascosta dietro la patina coprente del successo e del denaro.
Valerio non fa nulla di rilevante, Christian non ha nulla di rilevante.
Ciò che porterà cambiamento sarà il rapporto che riusciranno ad instaurare.

«Secondo me sei anche un pizzico dislessico»
«Che vor dì?»
«No, niente, non è rilevante»

Non è rilevante.

Posso comprarmi una villa, macchine costose, vestiti firmati.
Non è rilevante.

Mi circondo di amici, vivo di eccessi, molte ragazze si concedono senza che neanche lo chieda.
Non è rilevante.

Vivo in funzione del mio senso di colpa.
Non è rilevante.

Ci sono cose della nostra vita che sono importanti e altre che sono marginali.
Ci sono cose che creano dei rilievi, delle sporgenze, che innalzano la nostra esistenza.

Perché ci affanniamo attorno alle cose piatte?

A venerdì per l’ultima pellicola,
Sabrina

Se lo desideri puoi mandare il tuo commento al film a: s.terranova@prossemicadelriccio.it
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