Casa Cinema – Insospettabili sospetti

«Me ne sto qui a letto e sto pensando a tutti i desideri di compleanno
che ho espresso nel corso degli anni,

a quanti ne ho tenuti segreti e a come non se n’è mai avverato uno.
Quindi, ho deciso di svelarti quello di quest’anno, insomma, che cosa può succedere?
Niente come al solito.
Voglio vivere meglio di come vivo, voglio vedere la mia famiglia più di una volta l’anno,
e da adesso in avanti, voglio mangiare una fetta di torta tutte le volte che mi viene voglia,
mi sono spiegato?»

Ieri sera siamo entrati nelle vite di Joe, Willy e Al e, diciamo la verità, probabilmente ce ne siamo affezionati.

Tre pensionati, tre conti in banca in rosso, una pensione che vacilla e degli amici del circolo un po’ imbranati ma sinceri. Certamente non è la vecchiaia che tutti sogniamo, ma in fondo non è neanche poi così male.

Succede però che la vita pone degli ostacoli e lo fa anche quando sei anziano, quando credi di aver dato tutto e di aver sopportato tutto. Non basta avere a carico figlia single e nipote e non avere abbastanza soldi per mantenerle – nel caso di Joe, non basta avere un cancro in fase terminale – nel caso di Willy, non basta aver vissuto solo per anni ed essere diventato così cinico e insofferente verso la vita – parlando di Al.

Dopo tutte queste sfortune, la vita mette un ulteriore carico dal peso enorme: la possibilità di perdere l’unica fonte di sostentamento, la pensione.

Quello che mi è piaciuto di questo film è la vitalità e la forza d’animo mostrata dai protagonisti, nonché il forte legame che li lega e che permette loro di sentirsi quasi invincibili.

Non c’è infatti spazio nella pellicola per la rassegnazione, per lo sconforto: in poco tempo Joe realizza che è necessario prendere in mano la propria vita per renderla migliore, per sperare in un futuro diverso, per cambiare il proprio destino.

Piano piano se ne convincono anche Willy e Al, che armati di coraggio e sprezzanti del pericolo si imbarcano in questa folle iniziativa con il loro amico, un’iniziativa che abbracciano con vitalità e sapendo di poter contare, anche in questo caso, l’uno nell’altro: «Sapete, è stato bello organizzare questa rapina con voi. Non avrei mai potuto farlo con qualcun altro».

È vero, certamente una rapina non è la soluzione migliore per risolvere i propri problemi personali, ma non è lo strumento il fulcro di questo film, quanto più la modalità di reazione agli eventi avversi della vita.

Quanti di noi si sono lasciati abbattere dalla situazione di pericolo che stiamo affrontando?

Quanti di noi hanno vissuto con riluttanza le misure di restrizione e isolamento imposte per la nostra salute?

Aver paura è umano ed è una reazione perfettamente naturale, ma la paura può avere due valenze, e dipende tutto dalla nostra volontà: può renderci immobili o può attivarci.

Willy, Joe e Al hanno scelto di attivarsi, hanno scelto di prendere in mano la situazione e provare a cambiare vita, a darle il gusto e il colore che merita e lo hanno fatto semplicemente con le risorse già in loro possesso: la vitalità, l’energia, il desiderio e la loro amicizia.

Abbiamo tutti delle risorse che possono rendere la nostra vita all’altezza delle nostre aspettative: riconosciamole e sfruttiamole.

Non lasciamo che i desideri di compleanno rimangano incompiuti.

A venerdì per la prossima pellicola,
Sabrina

Se lo desideri puoi mandare il tuo commento al film a: s.terranova@prossemicadelriccio.it
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