Casa Cinema – Se Dio vuole

«Dirò pure una banalità, ma quello che conta è amare»

 

Così chiosa il dottor Tommaso De Luca, quando in famiglia si prospetta la possibilità che Andrea, figlio minore e futuro medico, possa essere omosessuale.

Quando Andrea annuncia alla famiglia che in serata avrebbe comunicato loro qualcosa di molto importante, Tommaso subito trae le conclusioni sbagliate e si professa uomo di grande comprensione, quasi all’avanguardia, poiché dimostra di poter accettare senza riserve la presunta omosessualità del figlio.

In realtà, dietro c’è ben altro.

 

Tommaso è il classico uomo che ha bisogno di apparire, prima che di essere: una famiglia, una bella casa, una bella macchina, successo sul lavoro. Non a caso, è un cardiochirurgo particolarmente capace e stimato, non certo però per le sue qualità umane, quanto più unicamente per le doti professionali.

Il dottor De Luca è scontroso, cinico, disinteressato alle vite altrui, prepotente con i colleghi e tirocinanti in ospedale. Attenti a parlare con lui di fede e religione: per Tommaso sono argomenti ridicoli e da cialtroni.

Nonostante la sua ottima fama come medico, scopriamo che la vita personale del nostro protagonista è tutt’altro che soddisfacente: lui e la moglie non si amano più da tempo, non dialogano, non vanno d’accordo; la figlia Bianca non lavora e non sa mantenersi se non grazie al marito, da Tommaso considerato al pari di un idiota; il figlio Andrea è la sua unica speranza, poiché destinato ad intraprendere anch’egli la carriera di medico. Quando però il figlio minore svela al padre di voler lasciare la scuola di medicina, Tommaso è sconvolto. Ma non è finita qui, perché Andrea ha ben altri piani per la sua vita: vuole diventare prete!

Questa è la goccia che fa traboccare il vaso, questo è l’evento che fa emergere definitivamente il caos nella vita della famiglia De Luca.

 

Cosa succede realmente?

Il vero problema non è la decisione di Andrea di divenire sacerdote, il vero problema è la falsità con cui Tommaso pronuncia quelle parole poste in evidenza all’inizio di questo articolo: quello che conta è amare.

È vero, quello che conta è amare, ma bisogna essere capaci di farlo.

Amare richiede sforzo, impegno, responsabilità, non è sempre semplice, e Tommaso questa cosa non l’ha ancora imparata, perché in fondo…lui ama solo se stesso. Forse neanche più di tanto, visto che non è in grado di vedere la falsità della sua vita.

Quello che conta è amare, ma cosa vuol dire amare?

Cosa vuol dire essere un marito che ama sua moglie, un padre che ama i suoi figli, un medico che ama il proprio lavoro?

Tommaso, grazie anche alla figura di don Pietro, riuscirà a comprendere come amare.

Perché è molto semplice capire chi amiamo, più difficile è comprendere come amare.

 

Grazie a Tommaso scopriamo qualcosa di importante:

che amare vuol dire lasciare l’Altro libero di fiorire, di esprimere la propria interiorità, di prendere la strada più giusta per sé indipendentemente dai condizionamenti esterni.

Amare vuol dire parlarsi, ascoltarsi, comprendersi, camminare insieme, accettarsi per quello che si è e non per quello che vorremmo.

Amare vuol dire dialogare con ciò che è diverso, distante.

È questo che permette a Tommaso di cambiare la sua vita in meglio, tutto questo.

Delle volte, per capirlo, può bastare solo mettersi in ascolto, mettersi nei panni degli altri, guardarsi dall’esterno: non è facile, ma nemmeno impossibile.

 

 

A venerdì per la prossima pellicola,
Sabrina

 

Se lo desideri puoi mandare il tuo commento al film a: s.terranova@prossemicadelriccio.it
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