Casa Cinema – Una settimana da Dio

Bruce Nolan è un anchorman di poco successo, con un lavoro che non lo soddisfa e una storia d’amore abbastanza infelice. Tutto qui? Non proprio. Bruce ha infatti anche un collega che lo tormenta, una macchina che funziona male e un cane che non riesce a non fare pipì in casa. Ma è veramente solo questa la sua vita? Sicuramente no, ma non dal punto di vista di Bruce, che non riesce a vedere niente se non ciò che non va, senza tener conto minimamente delle persone attorno a lui, a cominciare da Grace.

Per Bruce la sua vita non è altro che, in una parola, mediocre, dannatamente mediocre, e questa mediocrità lo fa schiumare di rabbia, una rabbia che riversa niente popò di meno che su Dio! E Dio risponde. E la risposta di Dio è chiara: “Per una settimana avrai tutti i miei poteri”.

E allora Bruce fa quello che tutti al suo posto farebbero: cerca di risolvere i problemi della sua vita. Trasforma la sua macchina, gonfia i seni della fidanzata, rinnova il suo guardaroba. Ma sono questi i veri problemi di Bruce? Sicuramente no, ma non dal suo punto di vista.

È proprio questo che il protagonista sarà chiamato a fare: cambiare radicalmente il modo di pensare a sé stesso e alla propria vita, andando a riscoprirne i tesori che già ne facevano parte, come Grace ad esempio, e quelle “scintille” che da sempre lo contraddistinguevano. Ma non è finita qui.

Tra le varie “scintille” che Bruce è chiamato a riscoprire ce n’è una in particolare che emerge: aiutare gli altri. Nel momento in cui prende coscienza di quelli che sono i suoi poteri, infatti, il protagonista si rende conto che può metterli a servizio di qualcuno, e così si lancia nell’impresa di aiutare il mondo. Ma voler aiutare spesso non è sufficiente, conta anche e soprattutto il modo.

Il modo con cui Bruce cerca di aiutare gli altri, infatti, si basa, inizialmente, sul voler assecondare tutti a tutti i costi. Grazie a un po’ di dialoghi con Dio, però, si renderà conto che prendersi cura di un’altra persona è qualcosa di diverso, qualcosa che implica innanzitutto dedicare del tempo a quella persona, cercando di darle un aiuto concreto e capendo che spesso i suoi reali bisogni sono diversi dalle sue richieste, perché in fondo “da quando in qua le persone sanno quello che vogliono?”.

A martedì per la prossima pellicola,
Gabriele Lazzarotto
Collaboratore esterno

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