Che voce ha un libro? – Secondo Scaffale

SECONDO SCAFFALE

Prosegue il nostro viaggio all’interno dell’infinito mondo della letteratura. Ma oggi non voglio parlare di libri, voglio spostare la mia attenzione sul concetto di “viaggio” e in particolare sul viaggio inteso come percorso scolastico, luogo primario di incontro “obbligato” con i libri ma non per questo necessariamente incubo di intere generazioni. E chi può trasformare la scuola fatta di orari e libri e interrogazioni in un contenitore di valori, di esperienze e di incontri? L’Educatore.

Per Scuola io parto dall’Asilo Nido: un po’ perché è stata la mia prima “scuola lavorativa” una volta terminato il percorso universitario, un po’ perché credo fortemente nel ruolo educativo e nelle esperienze positive di apprendimento fin dalla tenerissima età. I “lattanti”, per così dire, hanno diritto non solo all’accudimento, ma anche a stimoli cognitivi e sensoriali che vadano ad agire su un positivo sviluppo psico-fisico e spetta a noi educatori esserne portatori.

E quindi, che tipo di Pedagogia proporre?

A questo proposito, mi avvalgo delle parole di Gianfranco Zavalloni che nel suo libro “La pedagogia della lumaca”, traccia i contorni di una pedagogia lenta, a favore del tempo, che lasci spazio a curiosità ed emozioni e non solo a nozioni e informazioni.

All’interno di questo libro, che consiglio vivamente a tutti, ci sono le “strategie di rallentamento”, pensate: in una società che ci obbliga a vedere il tempo come un nemico, in cui il concetto di tempo è associato alla mancanza, Zavalloni (riprendendo Rousseau) sostiene che

“perdere tempo è guadagnare tempo”.

E come possiamo perdere tempo? Credo davvero che dovrebbe essere una disciplina scolastica questa, perché ad oggi è un concetto sconosciuto ed assurdo! L’autore viene in nostro soccorso e ci dice: ascoltando, parlando insieme, condividendo scelte, camminando, crescendo.

Impariamo l’arte e la capacità del “saper attendere” e trasmettiamola come genitori, come insegnanti, come educatori, come esseri umani: abbiamo il compito (e il dovere) di riscoprirci e di riscoprire il Tempo. Riappropriamoci di una camminata nel bosco, del guardare le nuvole nel cielo, del leggere un libro senza imposizioni e senza l’obiettivo del voto o della verifica finale. Perdiamo tempo per darci Tempo. Otterremo molto di più.

Concludo con il manifesto stilato da Zavalloni sui diritti naturali di bimbi e bimbe:

  • DIRITTO ALL’OZIO
  • DIRITTO A SPORCARSI
  • DIRITTO AGLI ODORI
  • DIRITTO AL DIALOGO
  • DIRITTO ALL’USO DELLE MANI
  • DIRITTO A UN BUON INIZIO
  • DIRITTO ALLA STRADA
  • DIRITTO AL SELVAGGIO
  • DIRITTO AL SILENZIO
  • DIRITTO ALLE SFUMATURE

 

Vi aspetto sul nostro canale Telegram, alle 17!

Buon ascolto,
Francesca
collaboratrice esterna

 

Nelle precedenti settimane sono state proposte le seguenti letture del Primo Scaffale:

  • “Come un romanzo” di Daniel Pennac
  • “La strada che non portava in nessun posto” tratto da “Favole al telefono” di Gianni Rodari
  • “Paradiso” di Dante Alighieri

E del Secondo Scaffale:

  • “Tre piccoli gufi” di Martin Waddel
  • “Il manoscritto ritrovato di Accra” di Paulo Coelho
  • Lettera sulla felicità” di Epicuro

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