Che voce ha un libro? – Terzo Scaffale

TERZO SCAFFALE

Ogni libro comincia sempre con una dedica.
Perché in fondo, ogni libro è un ringraziamento dell’autore per qualcosa o per qualcuno.

Sono parole che nascono per comunicare agli altri le proprie storie, i propri pensieri, per mettere nero su bianco quello che rimarrà “oltre”; per evadere forse, una realtà che non corrisponde alle aspettative o più semplicemente un salto nell’imprevedibile, come scrive Italo Calvino infatti «leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà».

Ognuno nei libri trova qualcosa di sé, a seconda del periodo in cui un libro viene letto, dell’umore, dell’esperienza: un libro è uno specchio che riflette ciò di cui abbiamo bisogno o ciò da cui vogliamo fuggire.

Non a caso Pennac scrive:
«un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso».

Per me è sempre stato così, ho sempre trovato rifugio tra le pagine dei libri e ne ho sempre tratto degli insegnamenti, a volte solo a distanza di anni. Il mio augurio più grande è che ognuno di voi possa trovare il proprio “libro sicuro”, nelle cui pagine perdersi e ritrovarsi.

Dunque siamo arrivati alla fine di questo “libro” a cui abbiamo dato voce tutti insieme e per questa volta le dediche coincidono con i ringraziamenti, perché questo sia solo l’inizio di un viaggio più lungo che vi porti alla scoperta (grazie alla letteratura) di ciò che cercate:

Grazie

a tutti voi che avete dedicato del tempo ad ascoltare le mie note vocali e a leggere i miei commenti; senza di voi questi libri sarebbero rimasti senza voce.

Grazie

a Sabrina, Arianna, Giorgia, Davide, Luca e a tutto il team di Prossemica del riccio: in un momento di apnea, grazie alla loro professionalità, alla loro disponibilità, al loro lavoro, alla loro passione e alla loro voglia di trasformare i pensieri in una realtà concreta, hanno dato respiro a tutti noi. Ed è solo l’inizio. Buon lavoro!

E infine, grazie

a tutti i libri che ci hanno accompagnato e grazie agli autori che li hanno scritti: non mi stancherò mai di sorprendermi di quanto le parole diano un senso a tutto quanto.

«Non c’è atto di libertà individuale più splendido
che sedermi a inventare il mondo
davanti ad una macchina da scrivere»
Gabriel Garcia Marquez

Vi aspetto con l’ultima lettura sul canale Telegram, buon ascolto!

Francesca Macaluso
Collaboratrice esterna
Canale Telegram: @chevocehaunlibro

Nelle precedenti settimane sono state proposte le seguenti letture del Primo Scaffale:

  • “Come un romanzo” di Daniel Pennac
  • “La strada che non portava in nessun posto” tratto da “Favole al telefono” di Gianni Rodari
  • “Paradiso” di Dante Alighieri

Del Secondo Scaffale:

  • “Tre piccoli gufi” di Martin Waddel
  • “Il manoscritto ritrovato di Accra” di Paulo Coelho
  • Lettera sulla felicità” di Epicuro

E del Terzo Scaffale:

  • “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo
  • “Va dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro
  • “L’arte di essere fragili” di Alessandro D’Avenia
  • “Bianca come il latte rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia

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