La Rete si racconta | CSE il Girasole

Il racconto del servizio educativo a distanza
del Centro Socio Educativo Il Girasole di Castiglione Olona, fraz. Gornate Olona (VA) 

Dopo aver compreso che il periodo di chiusura del Centro Socio Educativo Il Girasole non sarebbe stato breve a causa dell’emergenza Covid-19, noi educatori abbiamo deciso di attivare un servizio educativo a distanza attraverso i supporti tecnologici e con l’utilizzo dei social network (in particolare Whatsapp e Facebook).

Non è stato facile adattarsi a questo nuovo modo di entrare in relazione con i ragazzi, noi educatori siamo abituati ad incontrarli ogni giorno al Centro e ad avere con loro contatti ravvicinati.

Abbiamo dovuto ricercare delle modalità affinché tutti potessero partecipare alle nostre proposte.

Attraverso i supporti tecnologici e alcuni social network abbiamo creato una fitta rete di comunicazione fra noi educatori e i ragazzi. Chi non ha a disposizione degli apparecchi tecnologici viene contattato da noi operatori ogni settimana.

Abbiamo potuto constatare come, a differenza dello smart worker tradizionale (per intendersi quello che svolge lavoro d’ufficio) l’educatore che lavora a distanza non solo deve raggiungere il destinatario del suo messaggio con il mezzo di comunicazione più appropriato, tenendo conto degli strumenti che questi ha a disposizione, ma deve anche avere cura che il contenuto delle sue proposte e comunicazioni siano compatibili con le risorse ed abilità del ragazzo. Il messaggio quindi deve essere efficace e quindi suscettibile di generare nel destinatario una risposta, una reazione, un coinvolgimento che gli consenta di interagire ed entrare nella rete di attività e relazioni predisposte.

Ogni educatore ha proposto delle attività in base alle proprie conoscenze, capacità e interessi.

Io, Stefania, ho proposto perlopiù attività pratiche in cui i ragazzi potessero esercitare la manualità fine ed esprimere la loro creatività. Viste le difficoltà di questo periodo, ho progettato attività semplici che potessero essere realizzate con l’utilizzo di materiali che solitamente ognuno ha a disposizione nelle proprie case.

Io, Marina, che mi occupo dei laboratori di Psicomotricità, Musicoterapia e Narrazione creativa, mi sono chiesta come potessi contribuire e mantenere il mio legame con i ragazzi attraverso degli spunti di ascolto, di riflessione, di creatività personale.

Nel mio ambito particolare delle discipline basate sulla comunicazione non-verbale sono in corso dibattiti infiniti sull’opportunità o meno, di “fare” queste attività in mancanza della reale presenza della persona, imprescindibile per un “vero” contatto non solo corporeo ma anche emozionale.

Ecco, è proprio sul termine contatto che mi sono soffermata a pensare: è vero, i nostri corpi sono distanti, ma il nostro “sentire” ci avvicina l’uno all’altro e ci accomuna.

Proprio in questo desiderio di esserci nonostante la distanza c’è tutto il valore e l’intenzionalità educativa e terapeutica del mio e nostro lavoro.

Non c’è il contatto, non ci sono i nostri corpi vicini, non c’è uno spazio fisico da condividere, la musica perde parte delle sue frequenze se trasmessa con mezzi digitali…ma resta la condivisione del tempo, la forza delle emozioni che ci uniscono e il vivere costantemente nel pensiero e nel cuore dell’altro: è proprio questo che ci fa percepire di esistere e che ci rende pienamente persone, sia nella vicinanza che nella lontananza e anche oltre la comunicazione verbale.

Ho perciò costruito dei video, suonando l’arpa e unendo immagini significative su una certa tematica (i desideri, le emozioni, la cura della natura e dell’ambiente che ci ospita, la ninna-nanna come prima forma di comunicazione musicale, la lettura di piccoli brani) per poter idealmente ma anche concretamente proseguire ad intessere il filo che ci unisce, nonostante la distanza fisica.

Per la psicomotricità sto cercando di portare avanti l’idea iniziale e parte del lavoro sperimentato durante i nostri incontri al Cse: il progetto intitolato “IL RACCONTO DEL CORPO”, prende spunto da un libro di Stefania Guerra Lisi e propone ai ragazzi di ripercorrere le tappe dello sviluppo corporeo ed emozionale che ci hanno portato ad essere quello che oggi siamo, un nucleo inscindibile di corpo, pensieri ed emozioni.

Sono molto grata ai miei colleghi per il loro supporto e lo scambio di idee e alle nostre coordinatrici che ci permettono di sperimentare con molta libertà questo modo di “fare educazione”, che certamente è solo temporaneo e non può sostituire la presenza e il calore umano che tanto ci manca. Indubbiamente però ci offre la possibilità di ripensare a noi stessi, al nostro modo di relazionarci, alle motivazioni che ci sostengono in questo appassionante lavoro.

Ogni proposta creativa, culinaria, teatrale, musicale, di movimento è pensata da un educatore in base agli interessi dei ragazzi e alle attività svolte al Centro e poi condivisa con l’équipe attraverso il gruppo di lavoro di Whatsapp. Una volta che l’attività è approvata dai colleghi, la proposta viene condivisa con i ragazzi e le famiglie attraverso il profilo Facebook de Il Girasole, via e-mail, attraverso sms, messaggi vocali o telefonate. Dopo aver realizzato i vari prodotti, i ragazzi possono caricare le foto dei loro contributi sul profilo Facebook de Il Girasole, via e-mail, via sms o attraverso una descrizione al telefono di ciò che hanno realizzato. Ogni ragazzo riceve giornalmente un feedback dagli educatori i quali ringraziano per la partecipazione e scrivono frasi di apprezzamento. Successivamente, durante l’équipe settimanale via Skype, gli educatori scelgono le nuove proposte in base al grado di partecipazione e di gradimento dei ragazzi rispetto le attività precedenti.

Il Centro Socio Educativo Il Girasole ha anche tempestivamente attivato uno sportello di ascolto e supporto ai ragazzi durante questo periodo così insolito. Infatti, gratuitamente la Dott.ssa Rachele Broggi è disponibile telefonicamente o via Skype dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16:00 per aiutare i nostri ragazzi ad affrontare questo momento complesso.

Ora, a più di un mese dall’inizio del servizio educativo a distanza, abbiamo ottenuto una buona partecipazione a tutte le proposte, infatti i ragazzi e le famiglie ogni giorno ci mostrano virtualmente i loro contributi con entusiasmo.

Gli Educatori
Silvia, Marina, Stefania, Antonio e Isabella
www.cooperativasocialeilgirasole.it


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